Vivere il bagno

L’igiene orale prima e dopo l’invenzione dello spazzolino da denti

L’igiene orale prima e dopo l’invenzione dello spazzolino da denti

Gli alleati indispensabili per un’accurata igiene orale

Oggi sappiamo quanto sia importante l’igiene orale, tanto che iniziamo ad insegnarla ai nostri bimbi sin da piccoli. Un insieme di buone abitudini, che ci consentono di prevenire il tanto temuto mal di denti e di risparmiare sulle spese odontoiatriche, ma non solo. Una bocca sana ci fa sentire meglio con noi stessi, ma anche più a nostro agio nel relazionarci con il prossimo.

Lavarsi i denti con regolarità non basta

Se la buona norma di lavarsi i denti dopo ogni pasto viene data per scontata, ci sono altre regole auree che vengono seguite con meno costanza. A partire dai suggerimenti che riceviamo dagli igienisti dentali, che ben conoscono – e sono solerti nel ricordarci – l’importanza del passaggio del filo interdentale o dello scovolino almeno una volta al giorno.

In quanto al collutorio, è considerato indubbiamente un ottimo alleato per chi vuole avere sempre un alito fresco. Tuttavia, la sua efficacia nel rimuovere placca e batteri è stata talvolta messa in discussione.

Non tutti sanno che…

Quando ci si accinge a lavarsi i denti, lo spazzolino dovrebbe essere asciutto, in modo da agevolare il rilascio lento del dentifricio.

Inoltre, non è consigliabile usare troppo dentifricio, poiché, prima di tutto, non è la quantità utilizzata a rendere efficace il lavaggio, quanto piuttosto l’effetto dato dallo sfregamento. Riempirsi troppo la bocca di schiuma potrebbe infine indurre a sciacquarsi prima, terminando anzitempo l’operazione di pulizia.

Come si faceva a lavarsi i denti prima dell’invenzione dello spazzolino?

Nel corso della storia, l’importanza data all’igiene orale non ha visto una crescita costante. Così come non è stato graduale lo sviluppo di metodologie efficaci per raggiungere risultati soddisfacenti.

Per secoli si è fatta coincidere l’idea di pulizia con lo sbiancamento dei denti.
Alcune popolazioni hanno escogitato rimedi molto originali, in alcuni casi più dannosi che inutili. Riscoprirli al giorno d’oggi risulta interessante e nel contempo tragicomico.

Il primo tentativo, giunto sino a noi, di spiegare il mal di denti ci riporta all’epoca dei babilonesi. Una tavoletta risalente al quarto millennio a.C. narra la leggenda di un verme, nato nel fango, che avrebbe chiesto ed ottenuto da Poseidone il permesso di albergare tra i denti e le gengive umane, nutrendosi di residui di cibo. Fu così che vi si stabilì, cominciando a scavare passaggi e creare dolorosi fori.

Ippocrate, il padre della medicina, non credeva alla favola del verme, tuttavia sottolineava l’importanza dell’igiene orale.
Uno degli stratagemmi impiegati dai greci, suoi compatrioti, implicava l’uso di una pezza in lino imbevuta di zolfo e soluzioni saline, da strofinare direttamente sui denti. Per raggiungere le parti più difficili, il panno veniva legato ad un legnetto.

Plinio il Vecchio, celebre storico romano, narrava di impiegare in prima persona l’urina a guisa di collutorio, probabilmente per la presenza di ammoniaca al suo interno, nota per il suo potere sbiancante.

Nel Medioevo, com’è noto, lavarsi andò fuori moda e l’igiene orale, come quella personale, venne messa in secondo piano. Un ottimo motivo per cui le donne si servivano dei ventagli per coprire sorrisi non esattamente smaglianti e proteggere gli interlocutori dai loro aliti.

Verso il 1300, alcune testimonianze parlano dell’impiego dell’acquaforte, una soluzione di acido nitrico molto abrasiva, che sbiancava sì denti, ma nel contempo ne corrodeva lo smalto, favorendo lo sviluppo della carie.

L’invenzione dello spazzolino da denti

L’invenzione dello spazzolino in Occidente si attribuisce ad un britannico, William Addis di Clerkenald.
Si narra che l’abbia prototipato in carcere, per noia, intorno al 1780. Uscito di prigione, iniziò a produrlo su larga scala. All’epoca si impiegavano setole di origine animale, fissate su una base in osso.

La vera svolta è arrivata alla fine degli anni Trenta del secolo scorso, con l’avvento del nylon, che ha presto soppiantato tutti gli altri materiali. I filamenti sintetici si staccano molto più difficilmente rispetto alle setole, si asciugano in fretta e, anche dal punto di vista igienico, hanno comportato un grande passo avanti, impedendo la proliferazione di batteri.

Oggi quanti tipi di spazzolino esistono?

Oggi esistono oltre 3000 brevetti di spazzolini da denti in tutto il mondo: marche, stili e colori sono praticamente infiniti. I produttori offrono spazzolini personalizzati su misura per le esigenze di ogni cliente. Il design delle setole e la struttura, come la dimensione della testina, sono solo alcune tra le variabili possibili.

Tutto questo restando nell’ambito degli spazzolini manuali, dato che non abbiamo nemmeno tirato in ballo quelli elettrici.

Nel corso dei secoli, lo spazzolino ha vissuto molti cambiamenti nella forma e nei materiali, sino a diventare uno strumento scientifico, che ogni individuo deve possedere e avere sempre a portata di… bocca.

Collocare gli oggetti per l’igiene orale in bagno

La presenza di spazzolino e dentifricio, nel bagno contemporaneo, è essenziale. Qualunque ambiente bagno, dall’abitazione privata all’hotel, prevede accessori dedicati alla sistemazione degli oggetti per la cura dell’igiene orale.

Così come si sono moltiplicate le forme e i colori degli spazzolini, anche l’assortimento dei bicchieri per contenerli ha visto un ampio sviluppo.

Nella scelta del porta spazzolini, la prima decisione da prendere è: versione da appoggio o da fissare alla parete?

 

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